- GUIDA: Piano Secondo -
Stanza n. 11

L'ultima stanza del percorso è dedicata alla cucina, settore che coinvolge la storia dell' alimentazione e del costume, la cui incontenibile documentazione è qui rappresentata attraverso alcuni oggetti significativi.
La visita della stanza consente di osservare, alla sinistra di chi entra, i materiali esposti sullo scaffale ai piedi del quale sono visibili una damigianetta rivestita di salice intrecciato, una grande pentola di bronzo a tre piedi ed una di pietra ollaree (lavécc). Nei ripiani sono esposti ferri da stiro, mestoli forati per pizzoccheri, attrezzi ricavati dal recupero di pezzi di falci rotte (si notino in particolare le grattugie), mestoli, cucchiai e palette da farina in legno.
Il penultimo ripiano è caratterizzato dalla presenza di oggetti tutti riparati: la pentola di rame aggiustata con rappezzi e borchiature, il piccolo laveggio a cui è stato sostituito il fondo, la pentola di coccio con vistose "cuciture" di filo di ferro e un rappezzo di latta, il piccolo tripode di bronzo col fondo rappezzato e persino il boccale di ceramica dipinto a sua volta riparato con cucitura di fil di ferro.
A sinistra sulla parete si noti la cügiaréra di legno intrecciato.
L'ultimo ripiano dello scaffale è occupato da vasellame di terracotta e piatti (ciapéi) di legno.
Su un apposito supporto di ferro è esposto lo sportello di un forno casalingo del tipo che ebbe una certa diffusione verso la fine dell'Ottocento. Si tratta di un evidente prodotto industriale che rappresentò l'ultima innovazione di un uso tradizionale oggi pressochè scomparso.
Ai due lati della finestra sono posti un'olla di terracotta vetrificata ed una pattumiera di legno.
La tipica credenza (si tratta di un esemplare relativamente recente che ricalca nella concezione la vecchia "peltrera" della quale ha conservato integralmente la parte bassa) presenta esposti vasellame di terracotta, una tazzina da caffè in pietra ollare ed una serie di vecchi boccali.
Nella parte bassa sono appese le tradizionali secchie di rame per l'acqua potabile. Pure appesa un' antica borraccia di ferro per la conservazione dell'olio (reca incise a rilievo le lettere alfabetiche A e M divise fra loro da una croce).
Appoggiato sul ripiano uno stufino di pietra ollare.
Nel vano della finestra, in una piccola vetrina, è posto un reperto di età romana proveniente da Ponte in Valtellina. Si tratta di una trulla, una specie di mestolo in bronzo databile al I sec. d.C.
Sulla parete, dopo la finestra, è posto un congegno a contrappeso usato per dare movimento al girarrosto. Questo esemplare proviene da Sondrio, ma uno analogo è citato negli inventari testamentari di casa Homodei (Sernio, sec. XVIII).
Padelle di ferro, tostini per caffé e cereali, pentole, paioli, attrezzi per il camino (il soffietto è ricavato da una vecchia canna da fucile), un piccolo tripode di bronzo, uno scaldaletto e altri oggetti corredano la ricostruzione del camino di cui sono autentiche la panca e la struttura portante (mensoloni e trave) che reggono la cappa.
Gli oggetti esposti sulla mensola del camino sono a tutti noti e riconoscibili.
La stüa e la cucina costituiscono gli unici due casi in cui nell'allestimento del museo non ci si è potuti sottrarre alla "ricostruzione d'ambiente".



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