- GUIDA: Piano Secondo -
Stanza n. 10

La porta fra le due vetrine immette nella stüa, locale con pareti e soffitto foderati in legno, coevo alla costruzione della casa. Vi si possono vedere un tavolo da parete trasformato successivamente con l'aggiunta delle gambe mancanti. Su di esso sono posti una tazza ricordo del santuario con l'immagine dell'Apparizione e un reggilume (stampèla dela lüm). Sulla parete una tavoletta dipinta raffigurante S. Antonio da Padova in atto di ricevere il Bambino (arte popolare - Sec. XVIII) e a terra, nel vano della finestra, è posto un piccolo scrigno nel quale si conservavano i documenti.
Dal soffitto pende una lucerna a petrolio. I pochi motivi ornamentali della cassapanca, pur nella loro sobrietà, richiamano stilisticamente le fogge di quelle del Tirolo e dell'Engadina.
Si osservi, alla parete, la cornice realizzata con embrici di pigna che racchiude sotto vetro un piccolo ritratto fotografico virile contornato da fiori secchi, testimoniandoci quanto fosse sentito il culto familiare dei defunti.
Il letto di legno con pagliericcio di brattee di pannocchia di granturco reca incisa nella testiera lettere alfabetiche (probabilmente le iniziali del proprietario), l'anno di costruzione (1847) ed un motivo ornamentale iconograficamente riconducibile ad antichi simboli solari. L'incavo al centro richiama le coppelle preistoriche. Sopra e a lato del letto, sono visibili un crocifisso di cartapesta dipinta ed un'acquasantiera di ceramica: non manca il tradizionale ramoscello di ulivo benedetto.
A terra è posta una zana (cüna) con reggivelo in legno intagliato dal quale pende un pezzo di corno di cervo usato come ninnolo e come amuleto. Conclude l' esposizione della stanza un costume femminile grosino montato su manichino.



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